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pubblicato da Ellie il 08-11-2008
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La fata Rugiada
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C'era una volta una fata, di nome Rugiada. Era una fata bellissima, con i capelli d'oro e gli occhi azzurri come il cielo. Era gentilissima e non esitava mai ad aiutare un amico in difficoltà. Proprio per questo, tutti gli abitanti del bosco le volevano un bene immenso. Ma gli amici che soccorreva , erano molto spesso vittime della perfidia della streghetta Blackie. Era una strega cui non dispiaceva mai terrorizzare i piccoli e i cuccioli degli animali del bosco. Un giorno, Rugiada, scorse un piccolo gnomo che sedeva su un masso, e piangeva. " Che ti è successo?" Gli chiese amorevolmente Rugiada. "Blackie ha portato via la mia sorellina" "Non ti preoccupare", lo rincuorò la fata, "ci penso io. Anzi, vieni con me, tu mi aiuterai." Adesso, bisogna sapere che a Blackie faceva gran gola tutto ciò che brillava, proprio come una gazza ladra. E Rugiada lo sapeva bene. Con il suo tocco leggero, fece scaturire un piccolo ruscello, proprio vicino al castello di Blackie. Disse al piccolo gnomo (che si chiamava Acero) : "Adesso stai a guardare!".Fatto questo, chiamò Blackie:"Blackie, Blackie, affacciati alla finestra, forse è nata una nuova ginestra? Ma, no,no, che vado a pensare, di diamanti c'è un collare!" Blackie, udendo quelle parole, si affacciò subito alla piccola finestrina, ma, prontissima, Rugiada la imprigionò in una bolla d'acqua. Pronunciò alcune parole magiche, e il ruscello s'ingrossò, sempre di più, fino a diventare un fiume. La bolla, con un fragoroso "splash!" andò a finirci proprio dentro, con Blackie all'interno. Quel fiume la portò fino al mare, dove la disperse. Acero fece un salto di gioia, ma all'improvviso si ricordò: e la sorellina? Corse a perdifiato su per le ripide scale di quello che era stato il castello di Blackie. Entrò in una stanza, ma lei non c'era. Entrò in due, tre, quattro stanze, ma della sorella neanche l'ombra. Alla fine, disperato, sentì Rugiada che gridava:"Dietro la porta nera!". Ma quella era la porta dove non era voluto entrare, per timore di qualche trucco maligno messo da Blackie. Con la mano che tremava, la aprì. La sorella dormiva placidamente su un lettino di raso rosso. Quando aprì gli occhi, riconobbe Acero, il bosco. Acero riuscì a portarla nel cortile da Rugiada,per ringraziarla. Ma la fata, per il troppo sforzo, era svenuta. Acero, con un corno, radunò tutti gli abitanti del bosco. Ma nessuno sapeva aiutare Rugiada. Tutti cominciarono a piangere e a disperarsi. Il Cielo, rattristato persino lui, decise che in quel momento, avrebbe aiutato LUI quella fata che aveva sempre aiutato tutti. Fece piovere una sottilissima pioggia d'oro, che andò a ricoprire il freddo corpo di Rugiada e a scaldarlo. Sotto la meraviglia di tutti, Rugiada si svegliò. Dopo essersi alzata, la fata tese le braccia al cielo e disse:"Grazie". Passati pochi secondi, un boato di felicità si levò dal cortile. Tutti abbracciarono Rugiada, la baciarono, la ringraziarono di tutto ciò che aveva fatto. E adesso, permettetemi di scriverlo: "E vissero tutti felici e contenti".

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